Almanacco : Santo del giorno sabato 18 aprile 2026
18 Aprile - San Galdino
Il nome di Galdino - come quello di Abbondio - è ormai cosi inestricabilmente collegato a quello dell'omonimo frate questuante manzoniano che quasi ne restano condizionate le informazioni che possediamo sul santo di tale nome. Arcivescovo di Milano in un'epoca molto delicata per la storia della Chiesa e della Lombardia, S. Galdino fu uomo di virtù e d'impegno religioso, sociale e politico. Egli nacque a Milano, nella zona di Porta Orientale, dai valvassori della Sala, all'inizio del secolo XII. Abbracciò la carriera ecclesiastica e divenne cancelliere e arcidiacono della diocesi di Milano. Appunto in qualità di arcidiacono fu accanto all'arcivescovo Oberto da Pirovano nella sua decisa opposizione all'antipapa Vittore IV e all'imperatore Federico Barbarossa che lo sosteneva. Poichè anche il Comune di Milano osava opporsi al potere imperiale, nel 1162 la città venne rasa al suolo. Oberto intanto si era rifugiato presso il papa legittimo, Alessandro III, Orlando Bandinelli. Quando l'arcivescovo Oberto mori a Benevento, il papa nominò subito suo successore Galdino, che consacrò vescovo egli stesso il 18 aprile 1166 e che insigni, primo della chiesa milanese, della porpora cardinalizia. Egli appoggiò le imprese della Lega lombarda dei Comuni (la Lega di Pontida) e si preoccupò della vita religiosa della diocesi. Testimoniò concretamente la carità di Cristo interessandosi dei poveri, particolarmente di quelli che si vergognavano a stendere la mano per chiedere l'elemosina, e di coloro che erano stati incarcerati come debitori insolventi: per loro istitui quello che più tardi venne chiamato il pane di S. Galdino. Altra sua grave preoccupazione era l'ortodossia dei cristiani affidati alle sue cure pastorali: combattè perciò con energia ed efficacia le nascenti eresie càtare, che minacciavano di suscitare le tensioni appena sedate della protesta patarina. L'importanza che egli annetteva a tale lotta è dimostrata anche dal fatto che S. Galdino mori letteralmente sul pulpito, il 18 aprile 1176, appena dopo aver terminato un discorso contro i càtari. Narra infatti il suo primo biografo, il monaco Ilarione: Acceso di zelo contro gli eretici, si portò secondo il solito alla chiesa di S. Tecla, per celebrarvi i divini uffici... Avanti che si recitasse la lezione del Vangelo al popolo, sali sul pulpito e fece un bellissimo discorso contro i càtari e i loro seguaci... Poichè egli ebbe terminato di parlare,... alla presenza di molto clero e di molto popolo rese lo spirito al Signore .
Il nome di Galdino - come quello di Abbondio - è ormai cosi inestricabilmente collegato a quello dell'omonimo frate questuante manzoniano che quasi ne restano condizionate le informazioni che possediamo sul santo di tale nome. Arcivescovo di Milano in un'epoca molto delicata per la storia della Chiesa e della Lombardia, S. Galdino fu uomo di virtù e d'impegno religioso, sociale e politico. Egli nacque a Milano, nella zona di Porta Orientale, dai valvassori della Sala, all'inizio del secolo XII. Abbracciò la carriera ecclesiastica e divenne cancelliere e arcidiacono della diocesi di Milano. Appunto in qualità di arcidiacono fu accanto all'arcivescovo Oberto da Pirovano nella sua decisa opposizione all'antipapa Vittore IV e all'imperatore Federico Barbarossa che lo sosteneva. Poichè anche il Comune di Milano osava opporsi al potere imperiale, nel 1162 la città venne rasa al suolo. Oberto intanto si era rifugiato presso il papa legittimo, Alessandro III, Orlando Bandinelli. Quando l'arcivescovo Oberto mori a Benevento, il papa nominò subito suo successore Galdino, che consacrò vescovo egli stesso il 18 aprile 1166 e che insigni, primo della chiesa milanese, della porpora cardinalizia. Egli appoggiò le imprese della Lega lombarda dei Comuni (la Lega di Pontida) e si preoccupò della vita religiosa della diocesi. Testimoniò concretamente la carità di Cristo interessandosi dei poveri, particolarmente di quelli che si vergognavano a stendere la mano per chiedere l'elemosina, e di coloro che erano stati incarcerati come debitori insolventi: per loro istitui quello che più tardi venne chiamato il pane di S. Galdino. Altra sua grave preoccupazione era l'ortodossia dei cristiani affidati alle sue cure pastorali: combattè perciò con energia ed efficacia le nascenti eresie càtare, che minacciavano di suscitare le tensioni appena sedate della protesta patarina. L'importanza che egli annetteva a tale lotta è dimostrata anche dal fatto che S. Galdino mori letteralmente sul pulpito, il 18 aprile 1176, appena dopo aver terminato un discorso contro i càtari. Narra infatti il suo primo biografo, il monaco Ilarione: Acceso di zelo contro gli eretici, si portò secondo il solito alla chiesa di S. Tecla, per celebrarvi i divini uffici... Avanti che si recitasse la lezione del Vangelo al popolo, sali sul pulpito e fece un bellissimo discorso contro i càtari e i loro seguaci... Poichè egli ebbe terminato di parlare,... alla presenza di molto clero e di molto popolo rese lo spirito al Signore .

