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Almanacco : Santo del giorno domenica 23 gennaio 2022

23 Gennaio - Sant' Ildefonso da Toledo
La sua famiglia, già potente sotto i Romani, lo rimane anche sotto i Visigoti, e gli prepara una carriera adeguata. Ma Ildefonso scappa di casa, rifugiandosi nel monastero dei santi Cosma e Damiano, vicino a Toledo. Non ha in mente la carriera. Si fa monaco, arriva al diaconato e qui si ferma. Gli va bene cosi. Ma i confratelli lo eleggono ugualmente abate nella loro comunità, perchè ha tutto: pietà, cultura, energia, un parlare attraente. Ed è anche uno scrittore di grande efficacia. Ma sui cinquantanni deve lasciare il monastero: è morto Eugenio II, il vescovo di Toledo, e al suo posto si vuole lui, Ildefonso. Per convincerlo si muove il re visigoto in persona, Recesvinto. Cosi, nel 657, eccolo vescovo di quella che al tempo è la capitale del regno. Ora non ha più molto tempo da dedicare ai libri, impegnato comè a scrivere tante lettere, e non proprio allegre. Abbiamo di lui pagine angosciate sugli scandali ad opera di certi cristiani influenti e falsi, sui conflitti duri con il re, che pure lo stima; e su tanti ecclesiastici che troppo simmischiano negli affari di Stato. Era davvero meglio il monastero: pregare con gli altri, studiare, scrivere... Ildefonso ci ha lasciato opere di dottrina e di morale, trattati sulla Madre di Gesù, inni liturgici. E anche lopera divulgativa De viris illustribus (Degli uomini illustri) che è un po una continuazione delle Etimologie di Isidoro di Siviglia (ca. 570-636), la grande enciclopedia di tutto lAlto Medioevo. Ildefonso non può vivere senza insegnare, convinto anche lui (come san Braulio, vescovo di Saragozza) che il sapere "è un dono comune, non privato", e che perciò deve essere distribuito a tutti. Colpisce i fedeli la sua devozione mariana, suscitando anche racconti di fatti prodigiosi. Come quando, al momento di una celebrazione solenne, apparve in chiesa la Madonna, porgendo a Ildefonso labito liturgico (la pianeta) per il rito. Dopo la morte, il suo corpo fu sepolto a Toledo; poi, con linvasione araba, venne trasferito a Zamora, in Castiglia. I fedeli lo hanno gridato santo da subito, collegando sempre il suo nome a quello della Beata Vergine Maria. E dieci secoli dopo la sua morte sarà ancora cosi, nei dipinti dei maestri del siglo de oro (il secolo doro dellarte spagnola): El Greco, Velázquez, Murillo, Zurbarán (suo il particolare del dipinto riprodotto qui accanto), con molti altri in tutta Europa, continueranno a raffigurare il vescovo di Toledo accanto alla Madre di Gesù. Come anche Guido Reni nello stesso periodo, con laffresco conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. La grande arte rifletteva cosi gli stati danimo popolari, espressi nel culto spontaneamente tributato a Ildefonso, dai fedeli e dal suo successore Giuliano, che ne scrisse la vita.

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