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POLITICA - CULTURA |
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ANNOTAZIONI E
SPIGOLATURE CUBANE
a cura di
Gioia Minuti
PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI
ALTRI PAESI
Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un
centinaio di paesi hanno assistito alla
sfilata del 1º Maggio dalla base del
monumento a José Martí in Piazza della
Rivoluzione de l’Avana...[segue
SPECIALE 1° MAGGIO 2019]
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discorsi di Fidel

discorsi di
Miguel Díaz-Canel Bermúdez

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il romanzo cult
degli anni '90 |
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Una storia d'amore
nella Cuba dei primi anni '90, quando molti
italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba
riservava loro... |
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 LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA
le foto di Rod |
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juaicaterra
COLOMBIA
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INTERVENTO DEL
MINISTRO DELLE RELAZIONI ESTERE
DI CUBA NELLA
XXV RIUNIONE DEL CONSIGLIO
POLITICO DELL’
ALBA-TCP
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Porto il saluto affettuoso del
Presidente Miguel Díaz-Canel al popolo venezuelano, al
Presidente Nicolás Maduro Moros, a tutti i popoli e Governi
dell’Alba e il loro messaggio di coraggio e certezza nella
vittoria. Questa riunione si svolge in una congiuntura
cruciale, nella quale gli Stati Uniti tentano di forzare il
disegno di un sistema internazionale che minaccia la pace,
la stabilità e la sicurezza. Mediante la presunta difesa di
un nazionalismo estremo, un eccezionalità imperialista e
razzista, il governo statunitense ricorre all’uso di
strumenti economico-commerciali brutalmente punitivi, il cui
effetto pernicioso si ripercuoterà negativamente nei nostri
popoli. Applica politiche discriminatorie, repressive e
illegali, che aggrediscono la dignità e i diritti umani dei
nostri nazionali residenti in questo paese, mentre accude al
ricatto, l’intimidazione e l’implementazione di un numero
crescente di misure coercitive unilaterali contro le nostre
nazioni, che violano il Diritto Internazionale. In questo
disegno, le risorse naturali, le infrastrutture critiche e
le legittime relazioni internazionali che sviluppiamo con
altri paesi sono minacciate e chi non si sottomette al piano
imperiale subisce un’aggressiva persecuzione extra
territoriale. Gli Stati Uniti cercano d’imporre
violentemente una nuova divisione del mondo nel quale un
parte sarebbe formata da coloro che si piegano ai loro
dettami mediante la realizzazione di concessioni economiche
territoriali o di sicurezza, e l’atra da coloro che saranno
oggetto di coercizione e aggressione, per negare di
sottomettersi e per difendere l’uguaglianza sovrana e il
loro diritto alla libera determinazione. Questo disegno
provoca già un diretto pregiudizio intenzionale e
politicamente motivato dalla sovranità e l’indipendenza
degli Stati. Viola il principio della non ingerenza nei temi
interni e rallenta gli sforzi delle nazioni nella promozione
del pieno sfruttamento dei diritti umani. Non possiamo
ignorare le nuove minacce che affrontiamo: l’ingerenza
straniera, la guerra non convenzionale o cognitiva e
comunicazionale e i tentativi di spezzare la nostra unità.
Ci tornano in mente le parole del nostro Apostolo José Martí,
e cito: «Il nostro nemico obbedisce a un piano, quello di
esasperarci, disperderci, dividerci, affogarci. Per questo
noi obbediamo all’altro piano: erigerci in tutta la nostra
altezza, stringerci, unirci e burlarlo. Piano contro piano».
L’America Latina e i Caraibi devono continuare ad essere una
Zona di Pace, come proclamò la CELAC con la firma dei capi
di Stato e di Governo nel suo 2º Vertice realizzato a
L’Avana nel gennaio del 2014. Il Canale di Panama appartiene
unicamente al popolo panamense. Abbiamo l’¡impegno e il
dovere di mantenere un sistema basato in relazioni
rispettose di amicizia e cooperazione, libero da minacce e
aggressioni; così come un clima di pace, stabilità e
giustizia, con il fine d’esiliare per sempre l’uso e la
minaccia dell’uso della forza. Dobbiamo lavorare per far sì
che il IX Vertice della CELAC, che si realizzerà il prossimo
9 aprile nella fraterna Repubblica di Honduras, abbia come
premessa la difesa “dell’unità nella diversità”, concetto
adottato dalla Comunità su proposta del Generale d’Esercito
Raúl Castro Ruz. Cuba appoggia fermamente la preservazione e
il consolidamento della CELAC, come meccanismo
rappresentativo di concertazione e dialogo politico tra i
suoi 33 paesi Dobbiamo concentrarci per rinforzare le
posizioni della Comunità, frenare le posizioni che
significano un passo indietro in quanto realizzato e
salvaguardare le loro radici storiche. L’uso politicamente
motivato delle deportazioni in massa, violente e razziste
degli emigranti da parte degli Stati Uniti costituisce una
violazione flagrante di massa e sistematica dei diritti
umani dei nostri connazionali. Dobbiamo mobilitarci per
impedire che si utilizzino come armi di ricatto e pressione
politica contro le nostre nazioni. L’uso della Base Navale
di Guantánamo, che gli Stati Uniti usurpano per incarcerare
emigranti, è un’azione brutale e illegale che minaccia la
sicurezza della pace in Cuba e della regione. Il sequestro,
senza giurisdizione nè debito processo, senza giudizio,
difesa o sanzione di tribunali competenti e l’invio a terzi
paesi, da parte degli Stati Uniti di emigranti venezuelani e
di qualsiasi cittadinanza è un’azione atroce e costituisce
un trattamento crudele disumano e degradante. La motivazione
principale dell’emigrazione cubana è economica, a causa del
genocida blocco statunitense, aggravato dall’inclusione di
Cuba nella spuria lista degli Stati che, si presume,
patrocinano il terrorismo, il cui impatto nella nostra
economia e nelle famiglie è devastante. Abbiamo ripetuto al
governo statunitense la nostra volontà di continuare ad
onorare i tre Accordi Migratori Bilaterali vigenti che, sino
ad oggi, si stanno compiendo con relativa normalità da parte
degli Stati Uniti, che li hanno firmati, riconoscendo il
fatto che rispondono all’interesse nazionale dei due paesi e
apportano benefici ai due popoli. Questo governo ha molta
responsabilità nel fatto che i cubani residenti nel loro
territorio con diversi status migratori, stanno lì grazie
alla politicizzazione che ha singolarizzato il loro stimolo
all’emigrazione per danneggiare, destabilizzare e denigrare
Cuba. Li ha indotti e chiedere e ha concesso la condizione
di “rifugiati” con la frode della «paura credibile” a
persone uscite dal loro paese in maniera regolare, con
passaporto e biglietto aereo in linee commerciali e che
appena hanno regolarizzato la loro situazione viaggiano a
visitare le famiglie nella Patria dove sono nati. Sono gli
unici “perseguitati politici” del mondo che agiscono così e
ora sono vittime degli stessi che li hanno stimolati e
accolti e che ora li minacciano senza pietà. I politici
anticubani che sono membri del Congresso statunitense e il
Segretario di Stato, salvo alcune eccezioni, non sono nati
in Cuba, né hanno mai visitato il paese. Sono diventati
ferocemente anticubani e corrotti e hanno lucrato con
l’aggressione alla nazione cubana. Il corrotto, anodino e
ricattatore Segretario di Stato è oggi, anche con il detto
Inviato Speciale, per il disonore di Nuestra América, il
principale responsabile e promotore della persecuzione e del
tentativo di deportazione di massa dei cubani residenti o
con residenza temporanea negli USA, includendo molti che
sono entrati regolarmente in questo paese, che lavorano,
pagano tasse lì, ed hanno acquistato proprietà o quelli che
sfruttano o malvivono aspettando l’applicazione della Legge
di Ajuste Cubano, discriminatoria per tutti quelli d’altra
nazionalità. Questa è la conseguenza delle sue azioni,
perchè per danneggiare Cuba, non ha esitato a danneggiarli
nè a separare le loro famiglie. Dove stanno ora e cosa fanno
gli ipocriti e i cinici ? Non difendono nemmeno quelli che
hanno votato per voi. Non continuate a dissimulare nè a
mentire alle famiglie separate! Persino l’ex Senatore Robert
Menéndez ha imputato e insistito che il Segretario di Stato
dovrebbe accompagnarlo a purgare gli 11 anni di prigione ai
quali lo hanno condannato per azioni simili di corruzione.
Riaffermiamo ancora una volta l’impegno di Cuba con
un’emigrazione regolare, sicura e ordinata e il suo scontro
ai reat¡ associati al movimento migratorio includendo la
tratta delle persone e il traffico illegale degli emigranti.
Ugualmente, reiteriamo al governo degli Stati Uniti la
disposizione a mantenere il dialogo nei temi migratori e
dell’applicazione della Legge, che
includono la cooperazione nella
prevenzione, la persecuzione di questi crimini del
terrorismo e del narcotraffico. Ringraziamo le espressioni
dei membri della nostra comunità, sollecitando la fine del
blocco degli USA e l’esclusione di Cuba dalla fraudolenta
lista degli Stati che si presume
patrocinano il terrorismo. Proclamiamo ancora una volta il
più fermo ed energico sostegno alla Rivoluzione Bolivariana
e Chavista guidata dal presidente Nicolás Maduro Moros,
decisa a difendere con determinazione assoluta le minacce
dirette e le inaccettabili sanzioni e pressioni esterne. Il
Venezuela continuerà vincendo e Cuba reitera il suo pieno e
assolto sostegno al Comandante co-presidente Daniel Ortega
Saavedra, alla co-presidente Rosario Murillo e al popolo
sandinista. Che finiscano le azioni di destabilizzazione
contro il Governo di Riconciliazione e l’Unità Nazionale del
Nicaragua! Tutto il nostro appoggio e la solidarietà al
fraterno Stato Plurinazionale della Bolivia nella difesa
della sovranità contro l’ingerenza statunitense. Le amate
nazioni dei Caraibi avranno sempre in Cuba una sorella che
li accompagnerà nonostante qualche rischio d’indurimento del
blocco, nel loro diritto di ricevere un trattamento giusto,
speciale e differenziato, imprescindibile per affrontare le
crescenti sfide derivate dall’ingiusto sistema finanziario
internazionale imperante e dal cambio climatico, così come
nel legittimo reclamo per riparazioni e compensi di fronte
agli orrori della schiavitù e del colonialismo. Lo dico con
l’emozione del mio recente viaggio ufficiale in Africa, che
ha compreso l’isola di Gorée. Chiamiamo a continuare a
rinforzare questa Alleanza, a chiudere le fila di fronte a
coloro che pretendono d’imporci le loro agende. «La libertà
non si mendica, si conquista …» ha detto Antonio Maceo.
Siamo nel momento i cui gli Stati Uniti incrementano la
campagna ignominiosa contro la cooperazione medica che Cuba
offre a circa cinquanta nazioni. È una rappresaglia
vergognosa che s’appoggia a calunnie politicamente motivate
nell’affanno d’aggredire Cuba e danneggiare negativamente le
relazioni di cooperazione con numerosi paesi, senza misurare
il danno per la salute delle famiglie con scarse entrate o
che vivono in luoghi remoti. Io chiedo al governo degli
Stati Uniti: «Gli Stati Uniti saranno disposti a supplire i
medici cubani nelle stesse condizioni solidali e
preferenziali con medici statunitensi ? Mentre smantellano i
servizi di salute e impoveriscono i cittadini statunitensi
con scarse entrate e poveri, i cubani e gli emigranti che
risiedono lì e che utilizzano in massa i detti Obamacare,
Medicare o MediAIalgún, quali illusi potranno pensare che
invece dei soldati gli USA manderanno medici nei loro paesi?
Da parte nostra ratifichiamo la disposizione di mantenere la
cooperazione stabilita con ogni paese che ce lo ha
richiesto, adottata mediante accordi legali, con rispetto
delle norme e delle pratiche internazionali che sono state
difese con fermezza e trasparenza, particolarmente nei
Caraibi, di fronte alle minacce degli Ambasciatori
ProConsoli e personalmente dello stesso Segretario di Stato,
quello stesso che ha tagliato le risorse per la salute della
spregevole USAID, mentre ristabilisce i fondi per la
destabilizzazione dei nostri paesi. Alla controffensiva
imperialista rispondiamo con il nostro piano, rinforzando
l’unità, globalizzando la solidarietà e fomentando
l’integrazione, la cooperazione e il dialogo. Fidel diceva
che unità significa condividere obiettivi, idee, concetti e
strategie, a cui si giunge con dibattiti e analisi, e cito:
«Dobbiamo evitare che nell’enorme mare di criteri tattici si
diluiscano le linee strategiche che immaginiamo
inesistenti». Siamo convocati a lavorare con forza, ad
affrontare e vincere i colpi dell’imperialismo per difendere
la pace e la sicurezza regionale. Permettetemi
di trasferire la nostra assoluta convinzione che, se questa
Alternativa Bolivariana continua ad avanzare con unità e con
efficacia, non potranno impedirci di realizzare i sogni ai
quali tante generazioni, hanno dedicato le loro vite. Portiamo
sempre con noi la fiducia e l’ottimismo nella vittoria dei
padri fondatori. Chávez e Fidel ci hanno mostrato il cammino
e noi siamo convocati a preservarlo e a continuare il loro
legato.
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IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA
L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie
di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal
presidente Fulgencio Batista. Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro
incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la
capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era
consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita
dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di
approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine
e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di
milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che
sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era
originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da
forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore
comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba
ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda
turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi,
trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il
regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale,
L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega
qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione
anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie
automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono
testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca
d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che
possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso
il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare
sul sito
NetBet
per tentare
la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste
davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.
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Che Guevara. Tú y todos
Inaugurata
a Bologna la mostra Che Guevara Tu y todos visibile fino al 30 giugno presso
il Museo Civico Archeologico. L'esposizione sta ottenendo un notevole
successo grazie al soggetto a cui è dedicata l'esposizione che, ancora una
volta, conferma l'immortalità del suo mito.
La realizzazione dell'evento ha
visto la fattiva partecipazione sia della moglie di Guevara, Aleida, del
Centro Studi Ernesto Che Guevara dell'Avana,
di Daniele Zambelli, Flavio
Andreini, Maria del Carmen Ariet Garcia e Camilo
Guevara, figlio del Che, scomparso nel 2022, cui la mostra è
dedicata. Si
rivela una impedibile opportunità per tutti coloro che desiderano conoscere
il Guerrillero Heroico in ogni suo aspetto [segue]
NUOVA LEGGE SUL
LAVORO INFANTILE: GLI USA
PERCORRONO UN
CAMMINO A ROVESCIO
di Raúl Antonio Capote
Di fronte alle difficoltà per incontrare lavoratori disposti
ad occupare posti mal pagati e con condizioni di lavoro precarie, il governatore
repubblicano della Florida, Ron DeSantis, e la legislatura statale, propongono
una soluzione polemica: flessibilizzare le leggi sul lavoro infantile. Il
progetto posto a dibattito permetterebbe a ragazzini di solo 14 anni di lavorare
in turni notturni. Attualmente, la legislazione statale proibisce che i minori
lavorino prima delle 6:30 o dopo de 23.00 DeSantis ha espresso apertamente il
suo appoggio alla politica anti migratoria sostenuta dal presidente Donald Trump,
nonostante gli avvisi degli economisti sul rischio di una maggior inflazione e
mancanza di mano d’opera. Rapporti d’organizzazioni come la Camera di Commercio
hanno avvisato che già nel 2024, gli Stati Uniti stavano affrontando una crisi
di mancanza di mano d’opera e hanno segnalato la Florida come uno degli stati
più danneggiati con solo 53 lavoratori disponibili per ogni cent posti vacanti.
Questa scarsità si osservava in settori come la costruzione, l’agricoltura e
altri posti di lavoro occupati tradizionalmente da emigranti. Va tenuto presente
che nel 2023 si promulgò una legge in questo Stato che obbliga i datori di
lavoro a verificare lo status migratorio dei suoi lavoratori attraverso la base
dei dati federali E-Verify. La mancanza d’obbedienza a questa legge costa multe
di mille dollari al giorno. La nuova legislazione elimina a sua volta le
restrizioni d’orario per gli adolescenti di 14 e 15 anni che studiano in casa e
sopprimerebbe le pause per i pasto obbligatori per giovani di 16 e 17 anni. Le
Statistiche del Dipartimento del Lavoro degli USA rivelano che le violazioni
delle leggi sul lavoro infantile in Florida si sono triplicate negli ultimi
anni. Si tratta di un chiaro passo indietro, considerando che appena 35 anni fa
la Convenzione dei Diritti del Bambino riconosceva l’infanzia come soggetto di
diritti e doveri. Unicef basa il suo lavoro nella Convenzione sui Diritti del
Bambino, il trattato internazionale più ratificato della storia. Il Diritto 32:
No al lavoro infantile, stabilisce che i bambini e le bambine hanno diritto ad
essere protetti contro lo sfruttamento economico di un’altra persona. Inoltre ci
sono norme internazionali promosse dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(OIT). L’Accordo numero 138 stabilisce che l’età minima d’ammissione al lavoro
non dev’essere inferiore all’età in cui termina la scolarizzazione obbligatoria.
La maggioranza dei paesi firmatari hanno fissato l’età minima per lavorare a 15
anni. Quest’accordo è stato ratificato da 175 paesi, ma gli Stati Uniti non
s’incontrano tra questi.
LA MENZOGNA E IL
FASCISMO SI TINGONO DI RUBIO
di Arias Fernández
Un pezzo chiave della geo-strategia del Comando Sud contro
l’America Latina e i Caraibi realizza continui giri per i paesi della regione,
per l’impegno dell’imperatore di riconquistare il cortile posteriore con un
arsenale di menzogne e intimidazioni come pretesto, che ricordano tanto i piani
e le operazioni passate dell’era precedente e successiva dello sterminatore Plan
Cóndor. Marco Rubio, un ex senatore malvivente, capo della mafia anticubana e di
intrighi golpisti contro la Bolivia, Honduras, Venezuela, Brasile o Nicaragua,
dal Capitolio, coronato dal Führer di turno come primo Segretario di Stato del
suo secondo mandato, è l’espressione diafana del rombo guerrafondaio ed
estremista che minaccia le relazioni tra l’impero e il resto dell’emisfero, che
non rispetta alleati e non concepisce la convivenza pacifica civile.
Protagonista delle peggiori cause contro Nuestra America, partitario delle
relazioni tra metropoli e colonie, imperi e sudditi di «quinta categoria»,
atterra come il grande inviato del diavolo sia a Città di Panama che a Buenos
Aires o a San Salvador, con la frusta in mano, per ricattare, avvertire, fare
pressioni, porre condizioni, sovvertire, assediare, porre prezzi, cospirare,
mentire e minacciare. Cina, Russia, Iran, Venezuela, Cuba, Nicaragua e altre
vecchie formule dell’inganno, come la presunta volontà politica del Governo
degli USA nella guerra contra il terrorismo, le droghe, la migrazione, i
conflitti... distruggere la collaborazione medica cubana come una priorità,
vanno nella cartella delle intimidazioni e dei condizionamenti, pronti per
toglierli dala manica e cercare di mettere in ginocchio gli interlocutori, visti
anche come dipendenti o da usa e getta, con l’ottica trumpista: «Loro
necessitano molto più di quello che noi necessitiamo. Noi non li necessitiamo.
Loro ci necessitano. Necessitano tutti noi». Non ci sono eccezioni possibili
nella visione egocentrica, prepotente e di disprezzo di chi vuole essere il
padrone del mondo e dei “peones” del «bambino viziato» che vuole tutto, ma non
piange, minaccia e infine, per appropriarsi con la forza e senza riguardi dei
suoi capricci, che non gli appartengono, impone i suoi disegni come il grande
dittatore che tanti coincidono nel sospettare. A questo va il suo inviato (di
Trump) della doppia agenda, con una nuova versione della Dottrina Monroe:
l’America per gli americani del nord, con catene e imposte ma senza le carote. A
compiere ordini e vedere cosa può ricavare e sino a dove può giungere, nella sua
vile ossessione contro Cuba e Venezuela, il suo grande affare degli ultimi anni,
anche se sempre più discusso per la sua complicità con i razzisti, le
deportazioni di massa che violano il diritto internazionale e gli accordi
unilaterali, la stigmatizzazione dei migranti venezuelani, le misure per
espellere i cubani e togliere loro qualsiasi possibilità di restare o di
giungere al territorio statunitense, togliendosi la maschera e mostrando i
canini vampireschi, oltre alla sua alta implicazione nello sterminio del popolo
palestinese. Dalla Guyana, minacce d’invasione
militare in Venezuela e vergognosi avvisi che hanno ricevuto una forte risposta
dal Governo Bolivariano e dalle sue forze armate. Dalla Giamaica l’attacco alla
solidale collaborazione medica cubana, che ha definito «una pratica atroce», e
ha detto che andava a parlare con i paesi dei Caraibi che se ne beneficiano. Di
prima mano, il suo interlocutore gli ha risposto che la presenza medica
cubana era di grande aiuto per il popolo giamaicano, che
necessita questi servizi. Di fronte ad atroci menzogne, risposte coraggiose per
alfabetizzare la bestia, che da Caracas ha ricevuto un’alta
qualifica:«Imbecille!»
CINQUE ANNI
SENZA JUAN PADRÓN, CUBANO AUTENTICO
di Julio Martínez Molina
Avevo dieci anni quando mi addentrai in una sala oscura,
nell’universo di Elpidio Valdés. Era il 1980 , un anno
prima, Juan Padrón aveva presentato il primo lungometraggio della leggendaria
saga. Quella fu una di queste pellicole che non si dimenticano, che restano per
sempre, aggirandosi nell ‘encefalo, la retina e le papille. Anche le papille,
perchè di Elpidio –il film citato, gli altri e la battería di cortometraggi
iniziata nel 1974– va assaporato il sapore cubano, la sua autentica cubania,
l’orgoglio nazionale racchiuso in disegni di patria e dignità, l’amore e il
rispetto dei suoi personaggi sia per il prossimo che il per il suolo ci ha visto
nascere e che questi fotogrammi incitano a difendere senza vacillare. La mia
storia personale d’apprezzamento dell’universo Elpidio, una e un’altra volta,
quanto lunga è stata, l’hanno ereditata i miei figli che, prima in un vecchio
riproduttore di VHS e poi nel primo DVD della casa – hanno visto e ripetuto ogni
titolo sino alla sazietà. Sfortunatamente, a volte, chiedo ad alcuni bambini
della nostra epoca di María Silvia o Palmiche, celebri personaggi della saga, e
non sanno di chi sto parlando. È doloroso, ma è certo, e questo dimostra il
disinteresse dei loro genitori per permettere d’accedere a questa ricchezza
audiovisiva. Juan Padrón – il 24 marzo sono stati ricordati 5 anni dalla sua
scomparsa fisica – disse nel 2019 : «Non mi piacerebbe che mi seppellissero e
seppellissero anche Elpidio. O che si diluisca nel tempo. Vorrei che fosse un
personaggio che potesse continuar a stare nella mente dei cubani».
Speriamo che sia così. Con il riferito patrimonio fílmico,
Padrón ha lasciato lunghe ore di divertimento infantile e familiare ed anche
un’iconografia molto riconoscibile nel cinema cubano rivoluzionario e della
nostra cultura. Elpidio ha superato lo schermo per divenire un segno,
un’istanza, un motivo vincolato alle celebrazioni, alle commemorazioni, al
divertimento, a fatti patriottici miliari. La sua fraseologia ha superato la
celluloide, è diventata dialogo di popolo mediante l’assorbimento di celebri
pronunciamenti occasionali o delle stampelle del colonnello Valdés o di altri
personaggi. In grandíssima e inestimabile parte, Juan Padrón è stato Elpidio
Valdés, anche se l’opera del padre dell’animazione cinematografica cubana
risulta molto più estesa. Ha creato materiali didattici nel decennio dei ’70 del
secolo scorso , i Filminuti, Vampiros en La Habana e Más vampiros en La Habana,
i Quinoscopios, la serie Más se perdió en Cuba o il cortometraggio Nikita chama
boom. Premio Nazionale del Humor 2004, e Premio Nazionale del Cine 2008, il
caricaturista, fumettaro, investigatore, scrittore, sceneggiatore e realizzatore
cubano –nato nel 1947– costituisce un emblema dello schermo nazionale nella cui
cartografia gerarchica occupa uno dei punti distintivi.

AMERICA LATINA
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I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD
AMERICA
Il Sud America è una regione nota per le sue
tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui
sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali.
Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre
questo territorio è principalmente conosciuto
per la sua musica, i balli tradizionali e la
cucina straordinaria, le persone che vivono qui
amano anche un'altra attività ossia i giochi da
casinò con alcuni di questi che sono persino
nati in loco.
Il boom dei giochi online in Sud America
Fino a pochi anni fa, gli unici posti in cui
in Sud America e in parte di quella centrale era
possibile divertirti con i giochi di casinò
erano le strutture terrestri. Nel 2015 è
nata una nuova tendenza che va sotto il nome di
casinò online e le popolazioni locali ne sono
state molto attratte. Questi siti infatti
offrono grandi vantaggi rispetto ai casinò
tradizionali in quanto forniscono un'esperienza
di gioco unica. Ci sono tra l’altro molti
giochi di qualità tra cui scegliere, i siti sono
sicuri e accettano numerosi metodi di pagamento. I giochi da casinò sono creati da alcuni dei
fornitori più rinomati al mondo e presentano
decine di elementi che si richiamano propri alla
cultura latino-americana. Questo gioco ha preso piede in tutta Europa,
nonostante, la sua fama, non ha mai potuto
superare quella del blackjack, oggi molto
giocato anche nel nostro paese, grazie agli
operatori legali come
starcasino.it/blackjack,
con...
[segue]
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